Laboratorio teatrale
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Laboratorio teatrale "Le città invisibili"
Laboratorio teatrale e rappresentazione de “Le città invisibili”, liberamente tratto dall’opera omonima di Italo Calvino.
L’attività ha interessato la classe III B della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. di Lucinico – Gorizia negli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009.
Lo Spettacolo è stato presentato alla Rassegna Teatro della Scuola del Friuli-Venezia Giulia e alla Rassegna Nazionale Teatro della Scuola di Serra San Quirico (AN).
L’attività ha interessato la classe III B della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. di Lucinico – Gorizia negli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009.
Lo Spettacolo è stato presentato alla Rassegna Teatro della Scuola del Friuli-Venezia Giulia e alla Rassegna Nazionale Teatro della Scuola di Serra San Quirico (AN).
LABORATORIO TEATRALE
I cartoncini sono serviti poi per la scenografia: acquisite con uno scanner, le immagini sono state poi trattate con Power Point in una presentazione da proiettare sul fondale durante lo spettacolo.
Per la sceneggiatura i ragazzi sono stati coinvolti nell’elaborazione di dialoghi che rendessero l’atmosfera di alcune città, ma si è lasciato spazio alla creatività senza pretendere una aderenza completa al testo di partenza.
Nel frattempo è stato portato avanti il laboratorio teatrale per lo sviluppo e il potenziamento dell’espressività fisica, della coordinazione, del ritmo, dell’espressività corporea, del lavoro corale; in un secondo momento si è passati alla preparazione dello spettacolo che si è servito in larga misura del lavoro preparatorio fatto in sede laboratoriale.
Tutto il lavoro teatrale fatto con la classe (dal primo anno in poi) ha avuto delle ricadute sulle attività scolastiche in termini di motivazione, socializzazione, collaborazione, impegno.
SINTESI DELLA RAPPRESENTAZIONE
Marco Polo riporta a Kublai Khan, signore dei tartari, ciò che ha visto durante le sue ambascerie nelle città dell’impero. Dai racconti viene fuori un mosaico di luoghi che, alla fine, si ritrovano nell’unica città che Marco ha sempre in mente: Venezia, la sua.